martedì 24 marzo 2009

Pugilatori-colonne? Breviario di Archeologia creativa.

Testa appartenente ad un pugilatore, da Monti Prama.

A volte mi stupisco nel vedere come la più assurda delle teorie possa trovare risonanza se chi la concepisce ha già avuto modo di pubblicare libri di carattere semi (simil?) archeologico.
Tuttavia, quello che si poteva ritenere un grande dell'archeologia Sarda border-line, uno dei pochi ad avere avuto la lungimiranza nel considerare i Nuraghi per quello che furono realmente, ovvero dei templi, con un ruzzolone a dir poco imbarazzante ha scritto un libercolo che per l'assurdità delle teorie elencate andrebbe solamente gettato al fuoco, o posto sotto la gamba di un tavolo.

Con totale rifiuto del metodo Galileiano, con totale inosservanza delle più razionali leggi della fisica e totale spregio della logica, l'autore (di cui non farò assolutamente il nome, per personale rifiuto verso un operazione meramente comerciale) si è lanciato in un assurda descrizione (sulla base di NULLA) di templi costruiti in  trabeazioni lignee con arcieri e pugilatori in arenaria fragilissima al posto delle colonne.
Posto che è semplicemente impossibile che una statua in arenaria possa sostenere centinaia e centinaia di chilogrammi di peso dovuti alla pressione delle travi (secondo l'autore sarebbero sostenute dalle fragili braccia dei pugilatori!), è un fatto che i suddetti guerrieri non portino la mano sulla testa per reggere improbabili travi di un tempio, ma proprio come fanno i bronzetti identificabili come atleti-combattenti, portano la mano sulla nuca in una sorta di saluto o posta di combattimento.
Oppure dovremmo ipotizzare che anche queste statuette di 10 cm reggessero versioni mignon di fantastici templi pseudo-grecizzanti?

2 commenti:

Sandro ha detto...

Sono d'accordo con te.
Avrei gradito una critica più dettagliata. Forse l'opera stessa non la merita. L'argomento, sì.
Hai sceritto qualche cosa sui tuoi studi sperimentali e sulle armi da offesa e da difesa antiche?

Alessandro Lessà ha detto...

Ciao Sandro.
Esattamente. Non ho voluto fare pubblicità al libro neanche più di tanto. Giusto lo stretto necessario. Anzi, avevo anche in mente di recensirlo. Ma significherebbe comprare il testo, leggerlo. Perchè dovrei perdere tempo a leggere una cosa che, già dalle prime pagine, appare come una bufala? Pittau, pur avendo tutta la mia stima per i lavori svolti in passato, qui ha dimostrato quanto sia "facile" scrivere un libricino di poche pagine, farcito di idiozie e riuscire a pubblicarlo solo perchè si ha un determinato nome e cognome. A mio giudizio questo ha contribuito a sminuire importanti testi di Pittau, come "Sardegna nuragica". Una pietra miliare nella tesi contro i nuraghi-fortezze.

Tornando in tema. L'argomento merita, eccome! Spero di avere più tempo per riparlarne in futuro, visto che ho letto molte boiate al riguardo. Ho scritto qualcosa da qualche parte, ma per ora non ho pubblicato nulla. Diamo tempo al tempo.
Salude.